Territorio ed attività

Itinerari

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Taurasi e Mirabella Eclano

Interessi: Borghi – Enogastronomia - Archeologia

Luoghi:

Taurasi e Mirabella Eclano

Distanze:

22 km (Castelvetere sul C. – Taurasi – Mirabella E. )

Programma consigliato:

MATTINA

  • Escursione tra i vigneti e visita in un’azienda locale di produzione del Taurasi D.O.C.G.
  • Visita Guidata al Castello Marchionale e all’Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia. Tour sensoriale e degustazione.
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita al Parco Archeologico di Aeclanum
  • Visita Guidata ai Musei, alla Chiesa di santa Maria Maggiore e al complesso Monumentale del Convento di San Francesco

Descrizione:

Godendo di un’ottima posizione geografica, a metà tra pianura e collina, il piccolo borgo di Taurasi presenta una rigogliosa vegetazione spontanea ed una grande ricchezza di coltivazioni cerealicole ed orto-frutticole. Tra queste la famosissima uva. Oltre all’incantevole paesaggio, coltivato a vigneti, spicca il centro storico con il Castello Marchionale, oggi sede dell’Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia. Tra le tante proposte interessanti legate al suo famoso vino, a Taurasi è possibile scegliere di effettuare i particolari tour sensoriali alla scoperta delle produzioni vinicole irpine.
Non molto distante da Taurasi, si trova Mirabella Eclano, città millenaria con le sue numerose tradizioni e i suoi preziosi tesori. Antica città romana con il nome Aeclanis prima e Quintodecimo poi, in seguito al crollo dell’impero e alle incursioni barbariche il paese fu abbandonato e ricostruito in una posizione più nascosta, ove insiste l’insediamento attuale. La sua storia può essere ancora oggi osservata recandosi nel Parco Archeologico, uno dei meglio conservati dell’appennino. Mirabella, inoltre ospita tre musei di un certo interesse sia storico che religioso. Inaugurato nel 2005 e ubicato al piano terra del Convento si San Francesco, il Museo del Carro presenta un vasto corredo fotografico che racconta lo svolgimento della festa e del trasporto del Carro, documenti antichi e, inoltre, espone alcuni pezzi che compongono l'obelisco realizzato interamente in paglia lavorata a mano. Museo dell'Arte Sacra e il Museo dei Misteri invece ospitano arredi sacri, libri e statue artistiche di cartapesta. Importanti per la storia del paese la Chiesa di Santa Maria Maggiore, con un corredo molto ricco e con il Cristo gaudiens, un maestoso crocifisso ligneo del sec.XII, e il Complesso del Convento di San Francesco

Ospedaletto D'Alpinolo e Summonte

Interessi: Fede – Nartura - Borghi

Luoghi:

Ospedaletto D'Alpinolo e Summonte

Distanze:

46 km (Castelvetere sul C. – Montevergine - Ospedaletto d’A.)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Visita al Santuario di Montevergine
  • Visita Guidata al vicino borgo di Ospedaletto d’Alpinolo
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita Guidata alla Torre Angioina e al Museo Civico di Summonte

Descrizione:

Urbanisticamente ubicata a "mezza costa" sulla Montagna del Partenio, alle radici nord-orientali di Montevergine, lungo la strada che conduce al celeberrimo Santuario, Ospedaletto d'Alpinolo è un tranquillo borgo Irpino, luogo di villeggiatura estivo, dove si può godere di aria salubre, bere acqua leggera e passeggiare tra i verdi boschi da cui è circondato. Fiorenti sono le lavorazioni artigianali. Si va dal torrone ("cupeto" in dialetto), a cui viene dedicata un'apposita Fiera, alle celebri "Castagne del Prete", note in tutto il mondo, la cui tecniche di lavorazione si tramandano di generazione in generazione.
Situato alle pendici del Partenio, il borgo medievale di Summonte conserva ancora oggi il tessuto urbanistico medievale. Sull’abitato svetta la Torre Angioina che domina la vallata circostante. Nei pressi della Torre vi si trova il Museo Civico, in cui sono esposti armamenti medievali e i reperti archeologici rinvenuti nel castello. Nella piazza centrale maestoso si presenta il Tiglio secolare, annoverato tra gli alberi monumentali nazionali. Grazie ai sentieri naturalistici ben curati, il territorio si presta benissimo a lunghe passeggiate nel verde, a contatto con aria salubre e con le numerose sorgenti di acqua.

Serino e Solofra

Interessi: Cultura - Natura

Luoghi:

Serino e Solofra

Distanze:

30 km (Castelvetere sul C. – Serino – Solofra )

Programma consigliato:

MATTINA

  • Visita Guidata al centro di Serino e al ricchissimo Parco Faunistico
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita Guidata al centro storico di Solofra, a Palazzo Orsini e alla splendida Collegiata di San Michele Arcangelo

Descrizione:

Nell'Alta Valle del fiume Sabato, col territorio comunale letteralmente sommerso dal verde di maestosi castagneti, che lambiscono il centro abitato, Serino è considerato un autentico paradiso del turismo verde. Il Parco Faunistico, ai piedi di una ripida montagna che si inerpica oltre i 1300 mt. di altezza, è una concentrazione particolarmente significativa dei valori naturali, particolarmente suggestivo per la varietà della vegetazione, per caratteristiche paesaggistiche originali e vicino a zone di notevole interesse storico e archeologico (Il Castello Feudale, il Castello d'Orano, le antiche rovine della Civita).
Al principio di un'amena vallata, lungo le pendici dei Monti Picentini, col territorio comunale delimitato dalle vette di diverse montagne, Solofra presenta numerose testimonianze del suo ricco passato. Il Palazzo Orsini, interamente restaurato, è un maestoso edificio caratterizzato da vasti saloni interni, abbelliti da affreschi del XVIII secolo. La Collegiata di S. Michele Arcangelo presenta una graziosa facciata barocca e un imponente campanile. All'interno, a croce latina e tre ampie navate, spiccano l'altare maggiore, formato da marmi intarsiati, il pavimento in marmo, lo splendido soffitto ligneo a cassettoni ed affreschi del Guarini relativi al Vecchio ed al Nuovo Testamento. Numerose altre opere d'arte fanno della Collegiata di S. Michele Arcangelo un vero e proprio museo.

Paternopoli e Gesualdo

Interessi: Borghi - Enogastronomia

Luoghi:

Paternopoli e Gesualdo

Distanze:

26 km (Castelvetere sul C. – Paternopoli – Gesualdo)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Visita Guidata al centro di Paternopoli, allo straordinario Palazzo Famiglietti e alla vicina Chiesa Madre di San Nicola
  • Visita in un frantoio tipico tradizionale e di una cantina, con degustazioni
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita Guidata al borgo di Gesualdo, ai palazzi nobiliari, al Cupolone e al Convento dei Padri Cappuccini

Descrizione:

Su di una collinetta, in posizione panoramica sulle valli sottostanti, letteralmente immerso nel verde dei suoi fertili uliveti, vigneti e frutteti, con il territorio attraversato dal Calore e dal Fredane, Paternopoli è un tipico borgo irpino, che si presenta al visitatore con una struttura urbana assai regolare. Numerosi sono i palazzi storici che si possono ammirare percorrendo le stradine cittadine: Palazzo De Concilis, Palazzo De Rossi, Palazzo Ziviello-Pecce e il Palazzo Famiglietti, presumibilmente realizzato nel XIV secolo. Nel suo cortile, lastricato in ciottoli di pietra, si trova un pozzo con stemma su cui si legge la data del 1637. La chiesa Madre di S. Nicola, anche nota come Santuario della Consolazione, venne costruita nel 1522. Successivi interventi, non solo modificativi ma anche accrescitivi, vennero realizzati nei secoli XVII e XVIII e comportarono l'espansione della cripta sotterranea (detta Grotta sotto la chiesa), in modo da disporre di una sede più ampia per le sepolture. Notevole è l'imponente torre campanaria, che presenta grandi finestroni archivoltati e blocchi di calcare di epoca romana sui quali si scorgono alcune figure, tra cui spicca un pezzo di un bassorilievo in cui sono raffigurati dei gladiatori. All'interno un vero tesoro di arte sacra, tre navate con otto cappelle laterali abbellite da antiche pitture, come l'icona della "Madonna o Vergine della Consolazione", del Fiorentino, del 1587-1588.
Gesualdo sorge nell'Irpinia centrale, fra le valli del Fredane e dell'Ufita, a ridosso di una dorsale, lungo le cui pendici si sviluppa il borgo, a partire dalla sommità su cui si erge il Castello. Non è definibile la datazione della sua costruzione, ma si sa che venne parzialmente distrutto dagli aragonesi nel XV sec. e ricostruito nel 1470. Nel seicento, il Principe Carlo Gesualdo ne ordinò la trasformazione da fortezza a palazzo gentilizio, per stabilirne la sua dimora. Con il principe, a Gesualdo arrivarono anche i suoi cortigiani che si stabilirono nei palazzi appena fuori dalla cinta muraria del castello. Oggi, questi palazzi sono stati restaurati e sono ritornati al loro vecchio splendore (Complesso Palazzo Pisapia – Palazzo Mattioli). Notevoli dal punto di vista di interesse religioso sono l’ex Convento dei Domenicani e il Convento dei Padri Cappuccini dove visse nel 1909 un giovanissimo Padre Pio. Molto suggestivo è Il Cupolone, una struttura settecentesca a pianta quadrata sovrastata da una cupola.

Montella e Cassano Irpino

Interessi: Fede - Natura

Luoghi:

Montella e Cassano I.

Distanze:

19 km (Castelvetere sul C. – Montella – Cassano I.)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Visita Guidata al Complesso del Monte di Montella (Chiesa di Santa Maria del Monte, Ruderi e torri del Castello), al Convento di San Francesco a Folloni
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita in un’azienda locale di trasformazione delle castagne per scoprire i segreti e le molteplici forme di utilizzo e degustazione della castagna
  • Visita Guidata al vicino borgo medievale di Cassano Irpino, al Palazzo Baronale e alle Sorgenti della Pollentina

Descrizione:

Abitata già in epoca sannitica, situata ai piedi dei Monti Picentini, nell’Alta Valle del Calore, Montella è immerso totalmente nel verde, tra boschi di castagni e faggi. Sull’abitato, in posizione strategica, è collocato il Complesso del Monte, con il Castello Medievale e la Chiesa di Santa Maria del Monte. Sulla vetta di un’irta collina, invece, è situato il Santuario del Santissimo Salvatore, da cui si gode un suggestivo panorama. Il convento di San Francesco a Folloni rappresenta, poi, un notevole esempio di architettura religiosa. Vi si trova la tomba di Diego Cavaniglia (nota come "Monumento degli Innamorati").
In cima ad una collina alle cui falde scorre il tratto iniziale del fiume Calore, Cassano Irpino, antico borgo medievale, è noto come "Terra delle acque" per la copiosità delle sorgenti nel suo territorio (Sorgenti della Pollentina). Il palazzo Baronale rappresenta la parte inferiore dell’antico Castello, restaurata ed ampliata. Già residenza gentilizia dei feudatari, la struttura si sviluppa attorno ad un torrione di guardia ed a una piccola corte.

Caposele e Senerchia

Interessi: Fede - Natura - Cultura

Luoghi:

Caposele e Senerchia

Distanze:

60 km (Castelvetere sul C. – Caposele – Senerchia)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Escursione alle Sorgenti del Fiume Sele
  • Visita al Museo dell’Acqua, Visita al Museo delle Macchine di Leonardo e del vecchio borgo
  • Visita Guidata al Complesso del Santuario di San Gerardo, con visita della Basilica Nuova, della Basilica Vecchia e del Museo Gerardino
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita Guidata al vicino borgo medievale di Quaglietta e al vecchio borgo abbandonato di Senerchia
  • Escursione nell’Oasi WWF “Valle della Caccia”

Descrizione:

Borgo antico, ma con la frazione Materdomini, ove è collocato il Santuario di San Gerardo Majella (Basilica e Museo Gerardino), in continuo sviluppo, Caposele deve il suo nome alle sorgenti del fiume Sele . E’ nel suo territorio, infatti, che le acque del Monte Paflagone confluiscono a valle e danno inizio al corso del fiume. Fino ai primi anni del Novecento, le acque, che scorrevano lungo una grande parete rocciosa, arrivavano a valle e si distribuivano lungo i vari canali di molti opifici (mulini e frantoi). L’acqua in uscita veniva convogliata in un unico grande canale. Oggi, le sorgenti mediamente producono circa cinquemila litri al secondo di acqua purissima che vengono canalizzati in un grande bacino artificiale, dal quale si origina l’Acquedotto Pugliese. Esso è il più grande acquedotto italiano e si estende per più di quattrocento chilometri, fino a giungere nel Salento. Il Sele e la valle che attraversa sono l’habitat di alcune specie acquatiche che ormai si possono incontrare solo in questi luoghi non inquinati e incontaminati.
A sud di Caposele, in posizione strategica, su uno sperone roccioso in mezzo alla valle, si erge il borgo medievale di Quaglietta, che è dominato, dall’alto, dal vecchio castello, che oggi presenta ancora parte delle mura con merlature guelfe e la torre quadrata. Originariamente era un fortilizio normanno, ma con il passare sei secoli divenne dimora residenziale di feudatari e signori locali.
Spostandoci ancora più a sud, sempre sullo stesso asse viario, dopo pochi minuti di percorrenza in auto, si giunge a Senerchia. In seguito ai numerosi sismi susseguitisi nella storia che hanno colpito profondamente il vecchio borgo millenario, che oggi appare un paese fantasma ma molto affascinante, l’attuale paese si è sviluppato poco distante dal vecchio sito. Nel territorio di Senerchia, si trova una zona naturale tra le più incontaminate e selvagge, all’interno del Parco regionale dei Monti Picentini e comprende due distinte oasi: l’oasi Monte Ponveracchio istituita nel 1988, di circa 200 ettari e l’oasi Valle della Caccia, istituita nel 1992. di oltre 450 ettari, entrambe gestite da WWF Italia. Il Parco ospita molte specie di mammiferi e varie specie di uccelli. Le caratteristiche climatiche di quest’area, la presenza diffusa di habitat idonei ed il buono stato di conservazione complessivo del comprensorio, favoriscono la presenza di molte specie di anfibi, buoni bioindicatori dello stato generale degli ecosistemi: tra essi si segnala la salamandra appenninica.

Bisaccia e Calitri

Interessi: Borghi – Archeologia

Luoghi:

Castelvetere sul C. – Bisaccia – Calitri

Distanze:

65 km (Castelvetere sul C. – Bisaccia – Calitri)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Visita Guidata al borgo di Bisaccia, al Castello Ducale e al Museo Archeologico
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita Guidata al borgo di Calitri, allo straordinario Palazzo Rinaldi, al Museo e alla Mostra Permanente della Ceramica Calitrana, alle grotte di stagionatura del Caciocavallo

Descrizione:

Collocata sulle rovine dell'antica città sannita di Romulea, Bisaccia conserva notevoli testimonianze dell’età del ferro e del bronzo dalle necropoli rinvenute nel suo sottosuolo. Fra le sepolture riportate alla luce, la più prestigiosa è quella della "Principessa di Bisaccia" del VII secolo a.C., per il suo ricco e unico corredo funerario. Essa è esposta nel Museo Civico Archeologico presso il Castello Ducale. Tale edifico fu edificato in epoca longobarda. Distrutto dal terremoto dell’anno 1198, fu ricostruito ad opera di Federico II verso la fine del XIII secolo. Divenne dimora preferita di caccia dell’Imperatore e ospitò più volte la scuola poetica siciliana. Il castello si presenta oggi nello splendore di un tempo. Di notevole interesse architettonico e religioso è il Duomo, "Ecclesia Cathedralis", che rappresenta una straordinaria sintesi tra l'arte normanna e quella bizantina, unica in tutta l'Irpinia. Ricostruita nel 1747, dopo rovinosi terremoti, nella facciata in pietra conserva i bassorilievi romanico-gotici dell'antica Cattedrale.
Collocato sulla cima di una collina, in posizione panoramica, sul fiume Ofanto, Calitri si sviluppa lungo le pendici della stessa. Con la sua connaturazione urbana molto particolare, visto da lontano risulta molto pittoresco, tanto da essere definita la Positano dell’Irpinia. Il suo meraviglioso borgo offre spettacoli unici, tra i vicoli e le numerose grotte su cui sorgono gli edifici, molti dei quali, gentilizi risalenti al XVIII e XIX secolo, caratterizzati dai portali d'ingresso in pietra, le loggette corredate da colonnine, le piazzette, le stradine, i vicoletti, le scalinate, elementi tutti che ricordano l'origine medioevale del borgo. Palazzo Rinaldi, oggi sede della Biblioteca comunale, presenta un grazioso portale in pietra e dei particolarissimi mascheroni in pietra agli angoli dell’edificio. Famosa è anche la produzione artistica di ceramiche, tanto che negli ultimi anni è stato creato il Museo della Ceramica nei locali del Borgo Castello e allo stesso tempo è stata inaugurata la Mostra Permanente della Ceramica Calitrana, con oggetti dei secoli XVIII, XIX e XX, e di produzione recente.

Nusco e Bagnoli Irpino

Interessi: Borghi - Natura

Luoghi:

Nusco e Bagnoli Irpino

Distanze:

30 km (Castelvetere sul C. – Nusco – Bagnoli I.)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Visita Guidata al vicino meraviglioso borgo di Nusco, alla Cattedrale di Sant’Amato e al Museo Diocesano
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita Guidata al centro storico, alla Collegiata dell’Assunta con il prezioso coro ligneo del XVII sec
  • Escursione naturalistica sull’Altopiano del Laceno

Descrizione:

Sullo spartiacque tra le alte Valli dell'Ofanto e del Calore, arroccato attorno all'alta cima della collina, Nusco, uno dei Comuni più alti e più belli dell'Irpinia, si trova in splendida posizione panoramica, tanto da essere definito "Balcone dell'Irpinia". Per il suo caratteristico centro storico è tra i più bei borghi d’Italia. A Sant'Amato, patrono e nativo di Nusco, è dedicata l'imponente Cattedrale che giganteggia sulla piazza centrale, la cui facciata è formata da grandi massi squadrati di pietra locale. Sul lato settentrionale si erge la Torre dell'orologio eretta nel 1891. Il settecentesco Palazzo Vescovile ospita il Museo Diocesano, che raccoglie i beni artistici e reperti recuperati e restaurati di circa 100 chiese della Diocesi.
Racchiuso nell'alta e vasta Valle del fiume Calore, ai piedi di diverse cime montagnose, Bagnoli Irpino, noto come "La gemma dell'Irpinia", oasi di pace, paradiso verde dall'aria salubre, è senza dubbio la località turistica più famosa della Provincia di Avellino. Nel suo territorio insiste l'altopiano del Laceno, già famoso per un laghetto naturale, sempre più frequentato data la possibilità di praticare lo sci, grazie ad efficienti impianti di risalita e l'equitazione. Splendida è la chiesa Collegiata dell'Assunta, risalente al XVII-XVIII secolo, che ospita al suo interno il Coro ligneo su cui Sebastiano Infante scolpì, nel XVII secolo, i principali episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, che venne decretato Monumento Nazionale nel 1912.

Tufo e Altavilla Irpina

Interessi: Borghi - Enogastronomia

Luoghi:

Tufo e Altavilla Irpina

Distanze:

36 Km (Castelvetere sul C. – Tufo - Altavilla I.)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Visita guidata al borgo di Tufo, alla Chiesa di Santa Maria Assunta, al Palazzo di Marzo e alla grotta paleocristiana di S. Michele Arcangelo
  • Escursione tra i vigneti di un’azienda locale e visita in cantina con degustazioni
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale.

POMERIGGIO

  • Visita guidata al centro storico di Altavilla I. con i resti della Torre normanna, alle Collegiate di San Pellegrino e dell’Assunta, al Palazzo Comitale
  • Visita alle antiche Miniere di zolfo in località Orno.

Descrizione:

Su di una collina alla destra del fiume Sabato, Tufo è un borgo irpino di antiche tradizioni agricole. Nella parte più alta del centro storico svetta il castello longobardo, anche se con molta probabilità furono i Normanni a dargli una più stabile conformazione.
Nel corso del tempo il castello ha subito varie trasformazioni, mutando destinazione d'uso nel XVII secolo, quando divenne palazzo-residenza. Ben visibili oltre alle mura, sono la torre cilindrica ed il portale interno Rinascimentale.
Più in basso, rispetto al castello, la chiesa di S. Maria Assunta, imponente edificio religioso con due torri campanarie, domina la piazza centrale.
Il palazzo di Marzo, invece, risalente al XIX secolo, è senza dubbio l'edificio gentilizio più imponente di Tufo. E' arricchito da tipiche cantine ottocentesche e da un'alta torre cilindrica, mentre assai caratteristico è l'arco, tramite il quale si accede alla parte antica del paese.
Di fronte ad esso, ma separata da questo da un grande fossato, la grotta protocristiana di S. Michele, venne ricavata nell'ambito di una cavità naturale nella seconda metà del XVI secolo. All'interno della chiesetta rupestre, che protegge la grotta profonda circa 50 metri, si trova l'altare con la statua di S. Michele.

Nella Media Valle del fiume Sabato, su tre colli, attorniata da boschi e dal verde, si trova Altavilla Irpina.
Addentrandoci nel centro, è facilmente visibile la Torre Normanna, facente parte dell'antico castrum, risalente all'XI secolo. Di notevole interesse è la Collegiata di S. Pellegrino con la sua imponente Torre Campanaria, oggi denominata Santuario Diocesano dei Santi Martiri Pellegrino ed Alberico. Di pregevole fattura è la Collegiata dell’Assunta con il suo possente campanile. Prezioso nelle sue componenti è il Palazzo Comitale, la cui costruzione si protrasse dal XIII al XV secolo. Esso presenta un bel portale lapideo ad arco catalano, decorazioni d'epoca rinascimentale, una cappella, le finestre a croce guelfa, una scala a doppia rampa, antiche decorazioni nobiliari sugli architravi, ambienti con volte lunettate. Di un certo interesse è anche il Palazzo Caruso, che presenta un bel portale d'ingresso, che oggi ospita la Biblioteca Comunale, con numerosi volumi d’epoca.

Aiello del Sabato e Sorbo Serpico

Interessi: Borghi - Enogastronomia

Luoghi:

Aiello del Sabato e Sorbo Serpico

Distanze:

30 Km (Castelveter sul Calore - Sorbo Serpico - Aiello del Sabato)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Escursione tra i vigneti con possibilità di raccolta dell’uva e visita in un’azienda locale di produzione del Fiano D.O.C.G. per scoprire i segreti di questo vitigno
  • Visita guidata al borgo di Sorbo, alla Chiesa di Santa Maria della Neve, al Palazzo feudale e al Palazzo Titomanlio
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Visita guidata al centro storico, alla parrocchiale di Santa Maria della Natività e alla Chiesa seicentesca di San Sebastiano

Descrizione:

In posizione collinare, alle falde del torrente Sorbo, da cui trasse il nome, Sorbo Serpico è un grazioso centro immerso nel verde. Tra tutti i siti di interesse culturale e religioso se ne segnalano alcuni.
La Chiesa di Santa Maria della Neve, al centro del paese, è relativamente recente e la sua storia è legata all'abbandono progressivo dell'antico borgo di Serpico. La chiesa è a pianta centrale ed è costituita da un corpo principale ad un'unica navata in stile barocco; la struttura, semplice e regolare, è scandita dal susseguirsi di archi e lesene, di semplice concezione, coronati da capitelli in stile ionico.
A sud-est della Chiesa parrocchiale è situato il palazzo feudale del XVII secolo, appartenuto ai Brancaccio-Ruffano. Di grandi dimensioni, con una facciata in pietra e con sei balconi e un maestoso portale in pietra lavorata, al suo interno ospitava anche opifici e carceri.
Altra dimora nobiliare è il palazzo dell’illustre famiglia Titomanlio; oggi nell’antico palazzo si conservano un frantoio, un mulino e ricchissime cantine.
Ancora, degne di attenzione sono la chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, ubicata nell’omonima via e la Cappella dedicata alla Madonna della Neve, che sorge sulla collina della “Madonnella”.
Poco distante da Sorbo, circondato da monti coperti di boschi di castagni, querce e faggi, Aiello del Sabato è un piccolo centro che affonda le sue radici nel periodo romano. Diverse le epigrafi ne testimoniano le origi anche cristiane. Una di esse è conservata nella parrocchiale di Santa Maria de Agello (oggi chiamata Santa Maria della Natività). L'edificazione dell'attuale struttura risalirebbe al XVI secolo.Il soffitto è decorato da un affresco raffigurante la Natività della Madonna. Pregevoli sono il parapetto dell'altare, in tarsie marmoree, del Settecento, alcuni dipinti del XVIII secolo e statue di legno policromo fra cui quella di San Sebastiano, patrono del paese, a cui è dedicata un’altra chiesa seicentesca, ad un'unica navata, che conserva dei pregevoli stalli lignei.

Montemarano e Castelfranci

Interessi: Borghi - Enogastronomia

Luoghi:

Montemarano e Castelfranci

Distanze:

10 km (Castelvetere sul C. – Montemarano – Castelfranci)

Programma consigliato:

MATTINA

  • Visita guidata al borgo di Montemarano, alla Catterale e al Museo dei Parati Sacri
  • Escursione tra i vigneti. Visita in un’azienda locale di produzione del vino aglianico con degustazione
  • Pranzo a base di prodotti tipici presso un ristorante locale

POMERIGGIO

  • Passeggiata in centro e visita guidata al borgo medievale di Castelfranci con i suoi eleganti edifici signorili, alle Chiese di S.Maria del Soccorso e di S. Nicola

Descrizione:

Separato ad occidente dalla Piana del Dragone di Volturara Irpina tramite il Monte La Foresta (966 metri s.l.m.), Montemarano, domina dall'alto di un poggio la Valle del fiume Calore. Caratteristico è il suo borgo medievale che si sviluppa lungo le pendici di un colle, alla cui sommità vi è il Castello (in precario stato di conservazione). Di notevole interesse religioso e culturale sono la Cattedrale dedicata a S. Maria Assunta e la Chiesa del Purgatorio. La prima è uno degli edifici religiosi più antichi dell'Irpinia, visto che fu sede di diocesi prima dell'anno 1000. Ricostruita ripetutamente ha mantenuto le antiche colonne romaniche in pietra. La facciata presenta tre distinti portali d'ingresso e un’imponente ltorre campanaria, separata dal corpo principale della Chiesa. All'interno, si segnalano l'altare, un dipinto attribuito alla Scuola di Guido Reni dedicato a S. Francesco, una sedia del XV secolo, in legno pregiato, nota come "Sedia di S. Giovanni", la Cantoria e l'Organo (XVIII secolo), il Trono episcopale (XVIII secolo), l'Armadio delle reliquie (XV secolo o 1624), il Coro capitolare (XVIII secolo), tre dipinti relativi alla Madonna col Bambin Gesù di Andrea Vaccaro. Inoltre, durante dei lavori di restauro della Cripta, sono venuti alla luce capitelli e colonne risalenti al Medioevo. La Chiesa del Purgatorio, edificata al principio del XVIII secolo, è un piccolo edificio religioso, noto per contenere il Museo dei Parati o Tessuti Sacri dei secoli XVIII, XIX e XX.
In territorio collinare, sulla sponda destra del fiume Calore, Castelfranci si trova in ottima posizione panoramica sulla sottostante valle. Il centro storico ha la tipica conformazione medioevale, con vicoletti, stradine, scalinate, palazzine con portali in pietra. La Chiesa di S. Maria Soccorso, all'inizio del centro storico, mostra la notevole facciata, del XVIII secolo, con tre portali barocchi. La Chiesa di S. Nicola, già antico luogo di sepoltura, presenta un bel portale di epoca rinascimentale, con un imponente campanile: in uno dei lastroni in pietra, si vede lo stemma della famiglia feudataria.